martedì 30 ottobre 2012

Cercare un lavoro?? Naa, perchè rischiare...




Cercare un lavoro al giorno d'oggi sembra quasi una "mission  impossible". Ecco alcuni consigli pratici che spero vi possano essere utili.

1.StepIl curriculum.
Il curriculum vitae è il riassunto delle vostra capacità, generalità ed esperienze lavorative. Dunque presentare un buon curriculum, compilato con accuratezza e sopratutto veritiero, è fondamentale.

2. StepInviare a destra e a manca il vostro curriculum vitae. 
E' importante inviarlo un po' dappertutto indipendentemente dalle proprie preferenze.

3. Step: Non attendere!
Non bisogna aspettare impazientemente le risposte ma, intanto, cercare nuove eventuali soluzioni...mai rimanere con le mani in mano!

4. Step: Far proliferare il curriculum.
Acquisire nuove capacità e nuove conoscenze per evitare di essere scavalcati in qualsiasi possibile graduatoria ( la vita è una graduatoria!) da "pincopallino" qualsiasi.

5. Step: BUONA FORTUNA!!!
Oggi giorno una botta di c**o non fa mai male!!!

Alcuni link e siti utili:

InfoJobs
http://www.europass-italia.it
Bakeca

sabato 27 ottobre 2012

MANIFESTO DELL'EMIGRANTE



  

Partenze nella notte, tragitti in auto, code al parcheggio, valige pesanti, file al check in, estrai-riponi-riestrai la carta d'identità, il passaporto, la carte d'imbarco, supera i controlli, rispondi alle domande, coincidenze sfuggite, attendi, attendi, attendi. Benvenuti nel "Girone dei viaggiatori".

«Il viaggio ci ricorda tutto quello che non sappiamo, cioè praticamente tutto. Siamo sorpresi dal flusso continuo di sorprese. Perfino nella nostra era globalizzata, un'era di molle standardizzazione, possiamo ancora meravigliarci davanti a tutte quelle cose che non sono citate nelle guide e che non esistono dove viviamo».  

Questo è l’articolo (pubblicato sul Guardian dal titolo «Why we travel») tradotto dall’inglese decisamente ridotto e sistemato.

Perché viaggiare? A volte viaggiamo perché dobbiamo. Perché in questa era digitale c'è ancora qualcosa di importante per la stretta di mano.
Ma la maggior parte di viaggio non è negoziabile. (Nel 2008 solo il 30% dei viaggi oltre 50 miglia sono state fatte per le imprese.) Invece viaggiamo perché vogliamo, perché i fastidi dell'aeroporto, sono superati dall’ emozione viscerale di essere in un posto nuovo. Perché il lavoro è stressante e la pressione del sangue è troppo alta e abbiamo bisogno di una vacanza. Perché stare sempre chiusi in casa è noioso. Poiché i voli erano in offerta.
Viaggiare, in altre parole, è un desiderio umano fondamentale. Siamo una specie migratoria, questo impulso collettivo di viaggiare, lo si ha per mettere una certa distanza tra noi e tutto ciò che conosciamo. Però se il viaggio è solo divertimento, allora credo che le nuove misure di sicurezza negli aeroporti l'abbiano ucciso.
La buona notizia è che il piacere non è l'unica consolazione di viaggio. In effetti, numerosi lavori scientifici suggeriscono che allontanarsi - e non importa nemmeno dove si stia andando - è un'abitudine essenziale. Non si tratta di pura e semplice vacanza, o di relax; si tratta di mettere alcuni chilometri tra casa e ovunque vi capiti di passare la notte.
Naturalmente non basta semplicemente salire su un aereo: se vogliamo sperimentare i benefici creativi di un viaggio, allora dobbiamo ripensare alla sua ragion d'essere.
La maggior parte delle persone scappa a Parigi in modo da non dover pensare a quei problemi lasciati alle spalle. Un po' di distanza aiuta a sciogliere le catene della conoscenza, rendendo più facile vedere qualcosa di nuovo nel vecchio, il mondano è colto da una prospettiva un po' più astratta.
Però cerchiamo di non far finta che il viaggio sia sempre divertente, spesso si ha bisogno di una vacanza dopo la vacanza. Noi viaggiamo perché abbiamo bisogno di distanza. Quando arriviamo a casa, la casa è sempre la stessa.
Ma qualcosa nella nostra mente è stata cambiata, e questo cambia tutto.   

giovedì 25 ottobre 2012

#5#


È una vita grama e priva di fantasia
Fatta solo di piccole soddisfazioni e svaghi circoscritti
I fausti e gli sprechi sono riservati a pochi eletti
Di fronte a tali cose sembriamo degli inetti
Che la vita affrontano galleggiando sulla linea del fuorigioco
Cercando di guadagnarsi qualcosa a poco a poco
Dribbliamo l'ostacolo di turno con estrema accuratezza
Ben presto passeremo ad un livello successivo
Qualunque esso sia non ci abbatteremo.

lunedì 22 ottobre 2012

L'INTELLIGENZA E' DONNA!



Secondo voi esiste la parità dei sessi?
Oggi se ne parla tanto, si è fatto tanto, ma secondo me, in realtà, questa parità non è ancora stata raggiunta... anzi siamo ancora molto lontani dal raggiungerla, in Italia e nel resto del mondo.

Sul piano lavorativo le donne sono continuamente discriminate: retribuzioni meno elevate a parità di lavoro e minori assunzioni. Se poi si pensa ai paesi in via di sviluppo e sottosviluppati, la situazione è ben più grave dal momento che le donne hanno perfino minori possibilità di frequentare la scuola.

Ma dal momento che sostengo la superiorità delle donne, in ogni campo, vorrei ricordarne qualcuna che ha fatto la storia. I nomi sono tanti... un libricino intitolato "Vita delle Donne Famose" cita:


  • Semiramide, una regina babilonese che regnò per 42 anni da sola sull'Asia quando suo marito morì;
  • Cleopatra (naturalmente), l'ultima regina d'Egitto;
  • Eleonora d'Aquitania, madre di Riccardo Cuor di Leone, regina prima della Francia poi dell'Inghilterra;
  • Giovanna d'Arco, eroina e santa francese; 
  • La regina Elisabetta I (non la II, che è ancora viva! ), figlia di Enrico VIII ; 
  • Florence Nightingale, la prima infermiera della storia, che operò durante la guerra di Crimea; 
  • Marie Curie, scienziata da premio Nobel di origine polacca; 
  • Madre Teresa di Calcutta (non c'è bisogno di ulteriori descrizioni! ); 

E chissà quante altre ancora cadute nel dimenticatoio... Noi donne sappiamo proprio essere straordinarie.
Ma forse si può essere indulgenti e apprezzare anche gli uomini, dopotutto... Possiamo dire che dietro ogni grande donna, c'è un grande uomo!!

P.S.: Magari qualche grande uomo compie gli anni proprio oggi... in quel caso tanti auguri! xD

                                                                                                               
                                                                                      Una donna non ancora 
                                                                                                  "grande"

sabato 20 ottobre 2012

#Consigli per la differenziata#

Cosa si può buttare nell'umido
Tutti i residui di cibo (ad eccezione dei gusci dei molluschi che per il momento vanno nell'indifferenziata), i residui della piante di appartamento, ma non la terra, solo le lettiere vegetali per animali. Cosa si ricava dai rifiuti organici? Biogas, quindi energia, e fertilizzante naturale per i campi.

Alluminio

Gli imballaggi in alluminio, salvo casi molto particolari, vengono raccolti insieme ad altre tipologie di materiali (p.es. vetro, imballaggi ferrosi), con modalità che variano da comune a comune.

Gli imballaggi più comuni che circolano in casa e in cui l’alluminio è quasi sempre presente sono: lattine per bevande, bombolette aerosol, scatolette e vaschette per alimenti, tubetti flessibili come i tubetti della maionese. A questi vanno aggiunti il cosiddetto "foglio sottile" (per esempio i fogli d'alluminio in rotoli) e i tappi o similari con chiusura a vite. Gli imballaggi in alluminio sono identificati dal simbolo alu oppure ‘AL’. In caso di dubbio, il modo più semplice per accertarsi della natura di un oggetto in metallo è l’uso d'una calamita: l’alluminio è totalmente amagnetico.
Carta

Nel riciclaggio della carta vi sono procedure per l'eliminazione dell'inchiostro
Tipi di carta non adatti alla raccolta

§ Tutti i materiali non cellulosici, i contenitori di prodotti pericolosi;

§ carte sintetiche;

§ ogni tipo di carta, cartone e cartoncino che sia stato sporcato, ad esempio carta oleata (quella che contiene affettati e formaggi), carta e cartone unti (anche le scatole della pizza) e fazzoletti di carta usati; questi ultimi possono finire nella raccolta differenziata della frazione organica;

§ carte termiche (scontrini);

§ carte speciali (in genere quelli particolarmente lisci) come la carta chimica dei fax, quella autocopiante, quella carbone.


Plastica 
Anche per la raccolta differenziata della plastica bisogna seguire certe regole di base.

Teoricamente, tutti i tipi di plastica sono adatti al riciclaggio, a meno di contaminazioni che lo rendano sconveniente. Nei prodotti sicuramente riciclabili vi è comunque il simbolo caratteristico (tre frecce a formare un triangolo). Alcuni tipi di plastica sono inadatti al riciclaggio diretto, così come viene attualmente svolto in molti comuni, per esempio, un tubetto di dentifricio non può essere riciclato a causa della difficile rimozione interna del residuo di prodotto, e così alcuni giocattoli, attaccapanni, custodie di CD, ma in alcuni casi si possono indirizzare alla produzione di plastiche di bassa qualità come riempitivi, imballaggi industriali, alcune tipologie di arredi urbani. Dal 1 Maggio 2012 in seguito a vari accordi internazionali, anche piatti e bicchieri di plastica, possono essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica. In genere sono sicuramente differenziabili le resine termoplastiche, quali i contenitori per liquidi in plastica (contenitori di detersivi, bagnoschiuma e bottiglie) e tutti quelli definiti imballaggi.

Per il vetro non servono particolari indicazioni =D

Tutto il resto è indifferenziato!!!!

N.B.    Le cose più particolari:
Riciclare il Tetrapak, ecco come fare!

Anzitutti ricordiamo cosa è il Tetrapak: si tratta di un tipo di contenitore per alimenti in carta, alluminio e polietilene che ha un rivestimento plastico della carta rendendola impenetrabile all’aria e quindi ideale per conservare determinati cibi e bevande come il latte, i succhi di frutta e molto altro, li usiamo praticamente ogni giorno e il nostro frigo ne è pressochè pieno.

Con la raccolta differenziata però ci si pone spesso il problema di come riciclare i contenitori Tetrapak, ci sono alcune regole da seguire e qualche consiglio anche per farlo al meglio: anzitutto non vanno buttato nella indifferenziata come accade spesso non sapendo dove altro gettarli.

Ecco 3 semplici passi da fare per riciclare correttamente il Tetrapak:

1. il primo passo è prendere i contenitori in tetrapak e lavarli bene sotto l’acqua, per sciaquarli ed eliminare bene eventuali tracce delle bevande o dei cibi che contenevano

2. occorre poi pressare ed appiattire bene i contenitori in tetrapak per ridurre il loro volume

3. il terzo passo è gettare il Tetrapak nel contenitore dove raccogliete la carta ed il cartone per la raccolta differenziata.

venerdì 12 ottobre 2012

LA FOLLIA DELLE BOTTIGLIE DI PLASTICA


I CONTENITORI TRASPARENTI ROSICCHIANO UN MILIONE E MEZZO DI BARILI DI GREGGIO L’ANNO

Quando i nostri nipoti ci chiederanno cosa facevamo mentre il petrolio si stava esaurendo dovremo ammettere che eravamo impegnati a cercare i modi più fantasiosi per sprecarlo, dalla produzione di neve artificiale per i giochi invernali all’impiego dei camion leggeri – i famigerati Suv – per andare a fare la spesa. In pool position fra i comportamenti più demenziali spicca, senza dubbio, l’innamoramento planetario per l’acqua imbottigliata il cui consumo è salito del 57 per cento negli ultimi cinque anni. Una moda che piace ai governi perché li dispensa dal bonificare le forniture idriche – che restano appannaggio dei poveracci – operazione per la quale si spende infatti un settimo dei 100 miliardi di dollari buttati in acqua minerale. Cosa c’entra l’acqua con il petrolio lo spiega molto bene un rapporto dell’Earth Policy Institute di Washington nel quale, fra le altre cose, compaiono le prime stime del costo energetico dell’ubriacatura da minerale.Viene fuori che l’acqua in bottiglia – nel 40 per cento dei casi semplice acqua di rubinetto con l’aggiunta di qualche sale minerale – rosicchia circa un milione e mezzo di barili di greggio ogni anno soltanto per produrre delle bottiglie di plastica che ci metteranno circa 1000 anni a biodegradarsi, quasi tutte utilizzate una sola volta. Ora, considerando che con un milione e mezzo di barili si mandano avanti 100 mila automobili per un anno, siamo nel campo di quegli inesplicabili comportamenti che spingono alcune specie come i lemming, piccoli roditori simili a criceti, a suicidarsi gettandosi in massa dalle scogliere. Non si spiega altrimenti una scelta demenziale da ogni punto di vista.

SECONDO GLI ORGANISMI INTERNAZIONALI

che si occupano di salute l’acqua in bottiglia prodotta dai grandi marchi dell’imbottigliamento – Nestlè, Danone, Coca Cola e PepsiCo, tanto per non fare nomi – spesso non è affatto più salubre anche se costa la bellezza di diecimila volte di più di quella del rubinetto ed il suo consumo è decisamente inspiegabile in paesi come l’Italia, che dispongono di una riserva idrica di qualità eccellente. Il guaio è che la diffusione dell’acqua in bottiglia ha buon gioco in paesi come l’India e la Cina , dove la potabile è ancora un lusso che i governi non riescono a garantire. Il che, oltre al greggio impiegato per fabbricare le bottiglie, aggiunge un altro po’ di sprechi per il trasporto e infine lo stoccaggio di un’enorme quantità di rifiuti. La cosa divertente – si fa per dire – è che l’alternativa c’è da parecchio tempo e, almeno nei paesi industrializzati, può contare su di un sistema articolato e capillare – gli acquedotti – che presenta anche il vantaggio di essere facilmente monitorabile. In questo, come in altri numerosi casi, l’idolatrata modernizzazione va all’indietro, mentre un esercito di consumatori rincoglioniti da una valanga di spot buttano via i soldi con la benedizione dei decisori politici che guardano soltanto al Pil – quella dell’imbottigliamento è un’industria che tira – e, da più di trent’anni, confezionano normative che privilegiano le minerali rispetto alla vituperata “acqua del sindaco”.

Sabina Morandi

Fonte: www.liberazione.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

domenica 7 ottobre 2012

Sud-Italia: abbandonato al suo triste destino.

Per le vacanze di Natale decisero di impacchettarci un bel regalo.
La soppressione dei treni effettuata con disarmante disinvoltura da Trenitalia ha evidenziato, in occasione delle festività natalizie, tutta la sua gravità e messo a nudo i problemi di mobilità soprattutto dei cittadini della fascia jonica sempre più isolata ed emarginata.
Lessi con molto interesse l’idea della realizzazione di un aereoporto a Sibari. Ottima idea, in quanto un cantiere è sempre sinonimo di nuovi posti di lavoro. Ma forse qualcuno ha dimenticato che per la realizzazione servono alcuni anni (secondo progetto), e nel frattempo?
I collegamenti scarseggiano, la crisi economica ha portato anche ad una diminuzione delle corse dei pullman verso le varie città, ed i treni sono stati ridotti ad una specie di trenini giocattolo.
“Se si dice che al sud si sta bene, come mai quelli del sud sono i primi ad andarsene? “
Questo si chiedeva un importante scrittore in una delle sue recenti opere. Mi permetto di aggiungere che da ora in poi sarà pure difficile andarsene.
Basta scherzare, dobbiamo iniziare a riflettere. Migliorare la mobilità per la regione deve essere una prerogativa fondamentale, oppure dovremo accontentarci di essere sempre più fanalino di coda di uno Stato ormai alla deriva?
"Stiamo toccando il fondo... e non contenti continuiamo a scavare!!"

venerdì 5 ottobre 2012

@Disoccupazione giovanile#



“When I find myself in times of troubles, Mother Mary comes to me, speaking words of wisdom, let it be..”
Sicuramente piacerebbe anche a me condividere la stessa fiducia di Paul McCartney nella rassicurante figura della “Mother Mary” che alcuni identificano con la  Vergine Maria, taluni con quella della madre del cantante. La situazione è pressoché la stessa, tempi difficili, soprattutto per noi giovani. Presento anch’io, in via eccezionale,  un dato “tecnico”: la disoccupazione giovanile è del 31,9%, ovvero 2 milioni 354 mila disoccupati tra i 15 e i 24 anni. Caro Paul, purtroppo ci sono anch’io tra quei giovani e Dio sa quanto mi piacerebbe che la Vergine mi venisse in sogno lenendo le mie preoccupazioni con parole sagge, terminando in un angelico sussurro: “Lascia stare”; ma forse la situazione non cambierebbe, neanche se a comparire fosse mia madre. Già, perché quel numero rimane, e molti di noi si vedono attanagliati in una situazione a dir poco stagnante.
Le vecchie generazioni erano abituate a sentirsi dire sin dalla prima adolescenza di trovarsi un impiego, qualcosa da fare e che diventasse poi la loro arte, il loro lavoro. Alle nuove hanno insegnato un pot-pourri di termini che per i nostri predecessori non erano che vacui ammassi di lettere: istruzione, meritocrazia, competizione, specialistica, master ecc.. Per poterci ritenere in qualche modo al passo con i nostri potenti vicini europei, è stato giustamente ritenuto opportuno innalzare il livello culturale, quindi l’istruzione obbligatoria, che attualmente si attesta intorno ai 17-18 anni di età. Sacrosanto. Ma tutti noi sappiamo che bisogna terminare la scuola superiore, quindi frequentare l’università fino a perdersi nell’interminabile vortice di titoli e certificazioni di cui tutti vogliono costellare i curricula, e che non costituiscono niente di più che un primo passo, dopo tanti altri primi, verso la fine di un tunnel. Confidando che un’uscita, qualcuno di buon cuore ve l’abbia installata.
L’impressione è che la laurea oggi sia sì un certificato, ma  una “carta verde” per entrare a tempo indeterminato negli “States” del precariato..Non si scoraggino i lettori, la mia è una provocazione; ovviamente sia io sia voi continueremo a cimentarci come forsennati con le pagine dei libri e dei manuali e amen, così sia … Solo che, in questo periodo che i potenti si dilettano a considerare di “austerity”, non pare anche a voi che la vecchie rancide frasi di cui abbiamo fatto indigestione, “impara l’arte e mettila da parte”, “l’arte è tata mezza imparata”,  si stiano riaffacciando all’orizzonte come nuvole di una tormenta?

fonte: katangAround
autore: James

“AI COMMENTANTI L’ARDUA SENTENZA”

lunedì 1 ottobre 2012

#4#

Un soffio gelato congela il cuore del solitario
Arde di passione quello del giovane avventuriero
Occhi lucidi ha l’emigrante il dì della partenza
Sa che i soffici abbracci della sua terra per molto tempo non riscalderanno la sua cupa esistenza.