mercoledì 3 aprile 2013

domenica 24 marzo 2013

Dalla Culla alla Tomba sempre al tuo fianco!




Bello lo slogan ah? Mi raccomando non me lo copiate. Stasera vorrei parlare di due luoghi molto inquietanti: l'ospedale e il cimitero. Sin dal concepimento tu sei solo un burattino. I tuoi genitori hanno deciso quando concepirti, sperando sempre di non essere il risultato di una fuitina d'amore. In seguito, squadre di medici specializzati, o almeno si spera, decidono quando devi nascere. Sono loro gli infami! Distruggono, stroncano il tuo bellissimo soggiorno nell’utero materno. Volteggiavi e nuotavi leggiadro come Homer che insegue l'agognata ciambella, ti volti ed un orrenda faccia con due mani bioniche ti annuncia la fine delle tue vacanze, e tu urli invano. Nessuno ascolterà la tua richiesta d'aiuto.

Vitto e alloggio era gratis.

<< madòò c’cie beell >> le prime esclamazioni dei parenti in festa. Le prime bugie, le prime coltellate subite a freddo. Parenti serpenti. 
Solo molti anni dopo ti diranno la verità
<< Ohi co’ quando l’ostetricjj t’à purtat pensav,,, mado speriam ka s aà sbagliat >> ( trad. Speravo tanto non fossi figlio mio. )
Ma in sala parto al giorno d'oggi è possibile anche assistere a scene tipo questa: 
1. due genitori di carnagione bianca danno alla luce un bimbo con una carnagione cioccolato

La maggioranza sono ragazze madri e gravidanze non volute. 

<< Fate la ’mmore non fate la guerra, ma mi raccomando i figli sono un dono…>>

Vabbè tornando a noi…da quel momento sei schedato e dipendi esclusivamente da loro. 

Stai bene e sei sano come un pesce?? Sbagliato. "Loro" ti troveranno una malattia che ti era sfuggita o la creeranno per poi cercare di guarirti. La maggior parte delle volte, però, si comportano come maldestri carrozzieri, aggiustano una cosa e ne rompono due.

Inoltre...

Entrato in ospedale sei fritto!!!

Sarai la loro cavia, e su di te collauderanno diverse tipologie di farmaci. Fatto curioso: i ¾ dei teen-agers possiede una bustina di analgesico, che ripone accuratamente affianco al preservativo nel portafogli.

Si stava meglio quando si stava peggio

Ricordati che devi morire… Tranquillo, ti hanno già preparato un loft vista mare nel vialone del cimitero di zona.
Ora capisco perché si dice un paese con poche anime. I cimiteri sono diventati dei veri e propri paesi. In alcuni ti affittano persino delle biciclette per raggiungere i loculi dei tuoi cari.
Io non frequento spesso i cimiteri però l’ultima volta appena entrato mi sentì come il protagonista di Medievil, ricordate lo scheletro…. Al primo livello quando ti spiegano lo scopo della tua riesumazione. 
Scritte in latino scalfiscono i tuoi pensieri e le tue reminiscenze scolastiche. Il merchandising dei fiori?? Delle vere e proprie botteghe. I parcheggiatori abusivi?? Una presenza costante
Campi di calcio piene di buche. 
Scusate ma c’è stata una guerra ed io non sapevo niente???

Oh mio caro Dante, volsi cosi cola dove si puote e più non dimandare!!

Tu almeno a metà della tua vita sei arrivato, io spero di arrivare a fine mese.

martedì 19 marzo 2013

# Fenomeno Ruzzl' #

La maggior parte della mia generazione dipende dal suo smartphone. Un rapporto a volte complicato a causa della morbosa gelosia di un caricabatteria. Si cercano continuamente nuove applicazioni o nuovi giochi affinchè lo sbadiglio non prevalga. Sono una miriade i giochini a disposizione degli internauti. Angry birds, Taxi driver  e molti altri che hanno anche rimpiazzato gli ormai preistorici giochi da tavolo.
Un tempo non molto lontano c'era lo Scarabeo. Ci si riuniva in casa di amici o parenti, tutti attorno a un tavolo, con il tabellone e il sacchetto con le tessere plastificate in cui erano impresse le lettere e i piccoli numeri neri. Si giocava, ci si scambiavano idee, pensieri, opinioni, si stava in compagnia giocando con le parole. Ma questo accadeva anni fa.
Adesso c’è Ruzzle.
Cos'è Ruzzle?
Ruzzle è un gioco per dispositivi iOS e Android (Iphone, Ipad e Smartphone di varia natura) che occupa da alcune settimane il primo posto della classifica delle app (gratuite) più scaricate, sia in Italia che in diversi paesi del mondo, si parla circa 11 milioni di giocatori in 128 paesi.
Il gioco funziona come lo Scarabeo, si gioca in due, ognuno sfruttando la connessione internet del proprio smartphone o tablet. Ogni partita è composta da tre round della durata di due minuti ciascuno.
Ci sono 16 lettere da utilizzare, le stesse sono disposte su 4 colonne da 4 righe. Lo scopo è quello di formare il maggior numero di parole di senso compiuto, nel minor tempo possibile, due minuti appunto, l’unica regola è che sono vietati i nomi di città e i nomi propri : aggettivi, pronomi, persino articoli. Chi ottiene il punteggio più alto, dato dalla somma delle tre “manche”, vince e in un batter d'occhio condivide il suo trionfo su Facebook. 

Il gioco si dall'inizio presentava tutte le carte in regola per diventare, come appunto sta succedendo, un tormentone. 

 “Non abbiamo idea di come sia accaduto. Dai nostri dati abbiamo notato che l’8 dicembre si è formato un gruppo di giocatori molto assidui a Collins, una piccola città della Lousiana. Immaginiamo che un gruppo di ragazzi abbia iniziato a sfidarsi, innescando poi il passaparola. Da allora la Ruzzle mania si è diffusa in tutto il globo” racconta uno dei creatori del gioco.

Sul web si sprecano i consigli per i giocatori incalliti:
1. Non giocate in ambienti rumorosi che non vi permettano di concentrarvi
2. Puntate sulle parole corte nei primi due round e su quelle lunghe nel terzo
3. Utilizzate le lettere bonus che moltiplicano il punteggio, ovvero quelle contornate di blu, verde, arancione o rosso.

Ci sono pure applicazioni che aiutano i meno abili, o i meno disposti a perdere, barando. Un sito chiamato “Ruzzle cheater” permette di ricreare le griglie di lettere su una pagina web che, dopo pochi secondi, evidenzierà le parole a disposizione senza il minimo sforzo per il giocatore. Mah...



mercoledì 13 marzo 2013

#HabemusPapam




L'argentino Jorge Mario Bergoglio è il nuovo papa che dovrà raccogliere la pesante eredità del suo predecessore. Ha scelto il nome Francesco. Arcivescovo di Buenos Aires è il primo vescovo di Roma  latino americano. Chissà se ora nella "Chiesa" si cambierà musica!!

lunedì 11 marzo 2013

#13#

Goffamente disbrighi le tue mansioni quotidiane
con la schiena dolorante e appesantita da
scartoffie ed utensili vari entri nella macchina
che ti condurrà chissà dove,
non hai meta, non hai certezze
forse a casa troverai rifugio.
Sai che un nuovo giorno t'aspetta
sai che non hai tempo da perdere
chiudi la lampada, spegni il telefonino 
ti metti sotto le coperte e aspetti la notte
affinchè lei possa arrivare più in fretta.
Un nuovo giorno è alle porte.
Chissà se busserà.



mercoledì 6 marzo 2013

#12#

Quant' è salata la lacrima che solca il mio viso
scivola, nessun ostacolo può fermarla
come un gigante in un prato di camelie che avanza petto in fuori e sguardo fiero
pochi mattoni ci dividono eppure due mondi cosi distanti
tu in perpetuo movimento,
io immobile.

sabato 2 marzo 2013

10 Consigli green: 2° parte

 Consiglio green numero 6: spegni gli elettrodomestici, elimina lo standby.
   I led non servono praticamente a nulla. Tuttavia consumano energia elettrica, il che si riflette, o almeno      dovrebbe, sul consumo di energia e, di conseguenza, sull'importo delle bollette da pagare.



Consiglio green numero 7: ricorda che l’acqua è un bene prezioso, scegli la doccia.

   Così facendo potete risparmiare fino a 2/3 di energia e di acqua.


Consiglio green numero 8: prima di buttar via un foglio pensa agli alberi.
   Effettuare la raccolta differenziata permette di riciclare la carta anziché produrne altra.
Questo ha ripercussioni positive a livello ambientale.
Ricorda: la carta può essere riciclata fino a 7 volte!


Consiglio green numero 9: quando scegli come spostarti pensa all'inquinamento.
   E' consigliabile utilizzare i mezzi pubblici per spostarsi in città.
In questo modo si risparmia tempo ( non bisogna cercare parcheggio ) e denaro ( il prezzo della benzina continua a salire! ).


Consiglio green numero 10: non sprecare l’acqua!
 Bisogna limitare l'uso di acqua corrente!
Non solo durante la doccia.

martedì 26 febbraio 2013

Lo tsunami è arrivato!



Spietato, feroce e impossibile da evitare lo tsunami "grillino" ha affondato la partitocrazia che ha portato la nostra bella Italia negli ultimi anni al collasso. 
Il MOVIMENTO 5 Stelle incassa il consenso di più di un italiano su quattro, al suo debutto elettorale nazionale risultando il primo partito italiano. Soprattutto demolisce con un solo colpo il fatiscente bipolarismo messo assieme in vent’anni di Seconda Repubblica. Entrano in Parlamento dalla porta principale una centosessantina di “cittadini incensurati”, guai a chiamarli “onorevoli”, e ora definire “minoranza”; la più robusta opposizione anti-sistema che sia mai riuscita a sfondare le porte di qualsiasi parlamento europeo.
Dopo aver ringraziato il suo staff Beppe Grillo, il garante del movimento ha affidato il suo discorso, il discorso alla Nazione al web evocando che l'unica soluzione che hanno i vecchi partiti per arginare questa marea di aria nuova sarebbe l'ennesimo inciucio che allungherebbe l'agonia degli stessi disarmati ormai, dei veri e propri morti che camminano. 

«Sono le prove generali. Noi entriamo, saremo 110 dentro e qualche milione fuori…». Curiosità beffarda: «Chissà dove ci metterete a sedere in Parlamento… Io spero uno di noi dietro ognuno di voi… Per controllarvi… E darvi qualche scappellotto…».

La geografia del consenso grillino non sembra ricalcare le antiche mappe politiche dell’Italia del Novecento, non c’è chiara sovrapposizione con le “regioni rosse” o le “regioni bianche”. Il “disallineamento” provocato dal M5S nel panorama delle appartenenze è evidente: nelle circoscrizioni della Camera, a scrutinio avanzato, il M5S diventa la prima singola forza politica in Sicilia con il 32-34%, nelle Marche con il 32%, in Liguria con il 32-34%, in Sardegna con il 29%, in Piemonte con il 25-28%, in Friuli Venezia Giulia con il 27%, in Molise con il 26%, in Calabria con il 24%, in Veneto (dove il M5S dilaga nella provincia leghista) con il 24-27%, in gran parte dell’Abruzzo con il 28-29%. Una performance travolgente, per un «non-partito ». Soffre invece, per così dire, la Lombardia, dove si resta sotto il 20. Fanalino di coda del consenso grillino il Trentino Alto Adige, attorno al 15%.
La linea per ora  del movimento è: niente alleanze. Niente mediazioni. Solo, volta per volta, legge per legge, un prendere o lasciare. E se gli altri lasciano, «alle prossime elezioni», garantisce Alessandro Di Battista, candidato nel Lazio, «saremo la maggioranza assoluta». E mentre scende la notte, sulla collina di Sant’Ilario, nella bella villa che domina il mar Ligure, ecco splendere il solo che ride.

Ebbene si, questa tornata elettorale ha visto vittime illustri e soprattutto una vittoria di Pirro del Pd. Un non-partito che ha condotto una non campagna elettorale. Nessuna ricetta anticrisi degna di nota, piccoli segni di cambiamento quando serviva proporre la soluzione al berlusconismo che è radicato nel territorio italiano.  
Se la campagna elettorale fosse stata più lunga, bastavano solo altri due giorni e Bersani sarebbe riuscito a perdere persino nei numeri.
Ingroia, Fini e il troppo ottimismo dell'ex Premier tecnico-tattico hanno preso una bella "scoppola", senza dimenticare Vendola e il suo Sel umiliato persino in casa. Il Caimano ha vinto ancora, smacchiando tutti e tutto. Forse questi presunti vincitori dovrebbero riflettere sulle loro dimissioni e su come hanno affondato l'idea di Sinistra che non hanno mai incarnato in pieno.
 C'è un solo piccolo problema... I veri sconfitti siamo noi che paghiamo i loro giochi di potere sulla nostra pelle. 
Che Dio ce la mandi bona...



mercoledì 20 febbraio 2013

God Save the Italian language

PAPABILE è un termine utilizzato dai vaticanisti per designare i cardinali che hanno più probabilità d'essere eletti papa in un conclave. Per estensione, chiunque abbia delle buone possibilità di essere scelto per ricoprire un incarico o eletto per una carica o per rivestire un ruolo.

Quante cose, forse troppe, molto spesso ci sembrano ovvie. Ascoltavo questa parola da anni ma solo adesso ho capito che non ho mai conosciuto il suo vero significato, ne tanto meno la collegavo ad un contesto che da giorni riempe telegiornali e carta stampata. Studiando lingue, mi trovo periodicamente al cospetto di parole nuove. Per poterle decifrare ho due opzioni: 1. uso di dizionari   2. risalire al significato originario della parola.
Entrambe le soluzioni non si escludono a vicenda. Da poco tempo però ho imparato ad apprezzare di più la mia lingua, che senza dubbio è la più ricca di tradizione e di fascino tra tutte quelle che ho ascoltato e studiato finora. Troppe volte umiliata, ha resistito a cambiamenti epocali preservando la sua originaria vena artistica.
Ha un solo difetto. Non esige il rispetto che merita dai i suoi parlanti !! 

martedì 19 febbraio 2013

#11#

Il mio passo al pari dei miei pensieri è veloce agile e scattante
dribbla gli ostacoli
si è allenato a lungo
non ha bisogno di pausa o di ristoro
il corso degli eventi è in continuo mutamento questo è il suo nutrimento
Scorgo osservo l alternarsi delle mattonelle.


venerdì 15 febbraio 2013

Progetto "Ginseng"

Nuntio Vobis...
Onestamente mi sto già preparando alla proclamazione del nuovo Papa. Nonostante l'infortunio che ho avuto  non demordo e con un piccolo ritardo sulla tabella di marcia vi presento l'idea di rivista non periodica che frulla in testa a me ed a un mio collega universitario ormai da molti mesi. Mi riservo di spiegarvi l'origine del nome più in là nel tempo. Vi riporto un piccolo inciso della presentazione...

Il progetto "Ginseng" nasce nel 2013 dall'idea di due giovani studenti universitari, amanti dell'informazione e della scrittura. L'idea di informazione libera è, al giorno d'oggi, spesso messa da parte in nome di interessi meramente economici che purtroppo uccidono la sete di conoscenza del singolo individuo. L'ambizione del Ginseng è di fornire informazioni libere da qualsiasi contesto economico-politico e di intrattenere il lettore con argomenti troppo spesso messi da parte dai mass media. Il Ginseng si avvale delle conoscenze, delle idee e dalla voglia di fare dei giovani che lo compongono. E'portato avanti dalla voglia di scrivere dei suoi componenti, quindi interamente autofinanziato e gratuito.

Ulteriori informazioni saranno date più in là... Se siete curiosi non esitate a contattarmi, invece, se non ve ne frega niente questo messaggio si autodistruggerà tra 10 secondi. 

mercoledì 13 febbraio 2013

#10#

Mi fermai un giorno a pensare
passeggiando lungo il balcone.
Vidi una rondine volare.
Pensai, già da un po’ è finita la stagione,
che abbia dimenticato la strada da fare?
Volano veloci sanno già di ritornare.
Anche la mia valigia è pronta.
Le lancette corrono non vogliono sentir ragioni
Devo partire il dovere mi aspetta.
Ho tanta voglia di restare.
Nel frattempo, la rondine vola di fretta.

lunedì 11 febbraio 2013

#9#

Il cervello anestetizza il cuore
Il primo regola, il secondo il motore
Galleggio in quanto non ho niente da fare.
Come un equilibrista oscillo sul Filo della vita con un triciclo.
Ho una forte nausea e tanta paura di cadere.

mercoledì 6 febbraio 2013

10 Consigli green: 1° parte

Per migliorare la situazione dell’ambiente sono importanti le grandi ma anche le piccole azioni. Dobbiamo modificare le nostre abitudini, dando un occhio all'ecologia e all'ambiente  E' giunto il momento di cambiare stile di vita! Uno stile di vita green ed eco-solidale

Ecco dieci piccoli consigli che possono aiutare l’ambiente.
1:      Riduci, Riutilizza, fai la Raccolta Differenziata
slogan raccolta-differenziata.jpg
La raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future: riusare e riutilizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente "naturalmente" più ricco.


2:      utilizza lampadine a risparmio energetico

Sotto il nome di risparmio energetico si annoverano varie tecniche atte a ridurre i consumi dell'energia necessaria allo svolgimento delle diverse attività umane. Il risparmio può essere ottenuto sia modificando i processi energetici in modo che ci siano meno sprechi, sia con tecnologie in grado di trasformare l'energia da una forma all'altra in modo più efficiente.
Uno degli esempi più comuni è dato dalla sostituzione delle lampadine ad incandescenza con quelle fluorescenti che emettono una quantità di energia luminosa diverse volte superiore alle prime a parità di energia consumata, oppure con lampade a LED ( Light Emission Diode ), cioè ( Diodo ad emissione di luce ), il quale consuma circa l'80% in meno delle lampade ad incandescenza emettendo circa 10 volte la loro luce.

3:      scegli il vetro e non la plastica

Lavate bottiglie e vasetti di vetro (togliete i tappi che vanno riposti nei vari cassonetti a seconda del materiale) e buttateli nelle campane per la raccolta del vetro dove vengono raccolte anche le lattine e i barattoli. Piatti, oggetti di ceramica o terracotta, specchi, lampadine a incandescenza vanno tra i rifiuti domestici. Altri tipi di vetro quali finestre, specchi, pirofile o parabrezza vanno portati alle
stazioni ecologiche.

4:     spegni le luci di troppo!

5:     utilizza prodotti ricaricabile, ad esempio le batterie.

...to be continued...







lunedì 4 febbraio 2013

Politically correct






Cosa potrebbe rappresentare il panorama politico italiano meglio di questa successione di immagini ???




venerdì 1 febbraio 2013

FaLlo anche tu "Il viaggio della speranza!!"


Stamattina, la sveglia è suonata puntuale come al solito, ed in modo dittatoriale mi ha intimato di alzare la faccia nobile dal materasso e iniziare la giornata. Come al solito, avevo già organizzato la sera prima il programma dettagliato dell'indomani, pensa un po' che a volte prendo persino appunti.
Non si sa mai qualche vuoto di memoria
" Ma quanti anni hai? tuonò una voce nella mia testa
"Tanti quanto bastano. Ho cosi tante cose per la testa che a stento ricordo il mio nome" risposi io.
Mi alzai, apriì la finestra ed un sole abbagliante irradiò tutta la stanza svegliando il mio coinquilino. Mi accorsi di avere anch'io un'ombra.
Lei se ne stava lì, immobile, distesa, sembrava che non avesse nemmeno voglia di stare là.
"Cioè, cerchi la compagnia di un ombra, trovati una ragazza sfigato!!!"
"Scagli la prima pietra chi non mai contemplato la propria ombra o almeno giocato con essa, cercando prolungamenti dei propri "arti". Tutti gli arti, buon intenditore, poche parole."
Va bè basta con queste futili digressioni, anche se siete ancora in tempo di lasciar perdere la continuazione.
Dopo la colazione e la rassegna stampa quotidiana, m'incamminai con largo anticipo verso la stazione.
Il treno giocattolo era lì, mi aspettava impaziente. Feci il biglietto ed entrai per accomodarmi su quella specie di sedili.
Ragazzi credetemi, è il treno più brutto che abbia mai visto. Eppure nella mia breve vita il treno è stato il mio mezzo di trasporto per eccellenza, un amico puntuale e fidato. Scarsissimo igiene e fatiscienza regnano sovrane. Ogni qual volta le porte cigolanti si aprivano, un fiume di gente si riversava dentro. Chi con la busta della spesa chi con un semplice zainetto, ma tutti malinconicamente cercavano posto sul locomotore che gli avrebbe portati a casa. Se nella società moderna il multiculturalismo può essere dichiarato fallito, su questo treno è ancora in sperimentazione. Il suo dondolio malinconico mi causò i primi sintomi di un ritorno nelle braccia di Morfeo. (N.B.: Per Ivan; non il calciatore ex Parma)
Ma era difficile addormentarsi a causa dei numerosi starnuti che mi provocano i tremendi acari appulo-lucani.
Presi una penna e la mia fida agendina e cercai di intrattenermi per fa trascorrere il tempo.
Ad un certo punto un giovane vecchietto si avvicinò a me con aria..
si accomodò vicino a me e inizio a parlare:
"We u giò, me l ada vdè comm funzion stu cos?? (Trad.: Puoi gentilmente illustrarmi le varie funzioni di questo apparecchio adibito alla comunicazione??)
..mi dica risposi io divertito dal suo strano accento.. Devo mandare un messaggio a questo numero, solo che non sono capace, come devo fare?? mi domandò impazientemente di sapere come il diabolico oggetto doveva essere utilizzato per assoggettarlo al proprio potere.
Mentre gli illustravo cosa doveva fare, mi guardava attonito, quasi pendesse dalle mie labbra.
Ecco fatto. Si stava meglio quando si stava peggio tuonò l'arzillo ex giovanotto, tutte ste tecnologie... "Feisbuuku" e "Quill cos ca s mittn andjj rijjkkjj"
Grazie mi rispose.
"JJ grazjj i fan i sand" risposi sottovoce e in modo un po' stizzito.
Diversi meravigliosi paesaggi scorrevano come cartoline sia alla mia destra che alla mia sinistra.
"Ma sei sicuro di non aver sbagliato treno??? No, però senza scherzare, i paesaggi richiamavano in me la canzone di Caparezza "Vieni a Ballare in Puglia... Eravamo come una torre di Babele su rotaie che in modo malinconico andava avvicinandosi alla meta.
L'unico aspetto positivo di questo treno?
Ti assicuri un tour turistico in uno strappo dell'Alta Murgia.

sabato 26 gennaio 2013

"Grilli per la testa"


Una forte riluttanza, un senso di rigetto verso la politica e la classe dirigente attanaglia le nuove generazioni.
Dopo alcuni giorni, riprendo la penna in mano per mettere per iscritto tutto ciò che è uscito fuori da una lunga conversazione con un carissimo amico durante una lunga passeggiata la scorsa settimana.
I giovani stanno sviluppando “inside” un senso di non appartenenza a nessun schieramento politico. PD, PDL, ecc…
Nessuno li (ci) rappresenta, nessuno ascolta la loro (nostra) voce.
Non posso che essere d’accordo!!
Quando inizi le scuole superiori, la tua coscienza sviluppa -quasi fosse un sintomo di pubertà inoltrata- "l’angolo della politica". Il tuo cervello, i tuoi neuroni invece di girare a zonzo, si fermano ogni tanto agli sbocchi autostradali e cominciano a farsi la fatidica domanda: Destra o Sinistra?
Quale sarà mai la via giusta???
Sarò comunista o "berlusconiano"? Premettendo che a mio modesto parere B. non incarni i principi della Destra, egli per molti anni ha monopolizzato la politica italiana e dunque il primo che ti viene in mente pensando ad un possibile antagonista del concetto di Sinistra.
Scagli la prima pietra chi non si è mai posto questa domanda.
Ora però continuiamo… Qualsiasi sia la tua scelta, il tuo modo di relazionarti cambia, il tuo modo di parlare, di vestire, le tue opinioni immancabilmente omologate, quasi come iniziassi a recitare un copione già scritto, ma non da te. Non sarà più il tuo. Diventi una medusa incapace di avanzare a causa delle onde o delle reti dei pescatori.
Articoli pensieri secondo i diktat di un tuo novello mentore (accuratamente scelto tra una vasta rosa di possibili candidati).
Alle superiori siamo tutti di sinistra??
Bè piu o meno; il gusto di scioperare e forse il trasgredire, la paura di essere esclusi dalla massa, la paura di diventare emarginati sociali spinge molti studenti a belare.
Ma qualcuno sceglie l’altra strada. Braccio teso avanza cantando motivetti di abissinica memoria, punta il dito verso coloro che usano le droghe leggere, ma di nascosto sono i primi a farne uso.
Se non siete seduti, sedetevi prima di leggere queste ultime frasi.
Il duce è morto e il comunismo è nato nei salotti in quanto filosofia non può essere applicato se non compreso pienamente.
Sconvolti? No, non credo.

lunedì 21 gennaio 2013

Stereotipi tedeschi sugli italiani

Per continuare il mio lavoro sugli stereotipi questa settimana riporto un articolo "riportato" su un blog che seguo ormai da alcuni mesi: potsdamer-platz.blogspot.it



Dopo avervi consigliato l'articolo di Jan Fleischhauer, riporto qui ampi stralci dell'articolo di Gian Antonio Stella, L'Italiano (stereo)tipo secondo Berlino, in cui, proprio in risposta all'articolo dello Spiegel Online, si ripercorre la storia degli stereotipi dei tedeschi sugli italiani. L'articolo è uscito su Il Corriere della Sera del 25 gennaio 2012.




Ci ha risparmiato i vecchi nomignoli di «Spaghettifresser» (sbranaspaghetti), «Bolanderschlugger» (inghiottipolenta) o «Zydrooneschittler» (scrollalimoni). Ma certo era difficile mettere insieme tanti stereotipi offensivi contro noi italiani quanti ne ha concentrati lo Spiegel per sostenere la sua tesi: Schettino è l`«italiano tipo». Scrive proprio così, Jan Fleischauer, uno dei columnist dei settimanale tedesco, usando la tragedia del Concordia come spunto per discettare sulla inaffidabilità del nostro paese in vari campi, a partire dall`economia.
...
Unico simbolo della sua idea di «italianità» è Schettino: «Conosciamo tipi del genere dalle vacanze al mare, maschi bravi con grandi gesti, capaci di parlare con le dita e con le mani, in principio gente incapace di fare del male, ma bisognerebbe tenerli lontani da macchinari pesanti e sensibili, come si vede.

Certo, l`editorialista sa di avventurarsi su terreni scivolosi.
...
Risultato: «Quel che può succedere quando per motivi politici si ignora la psicologia dei popoli, te lo mostra la crisi della valuta». Ci si può fidare di un popolo di «Schettini»? Insomma, «mettere insieme culture economiche così diverse nella camicia di forza della moneta unica» fu un errore: «per riconoscere che non poteva andare bene non serviva aver studiato economia. Sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso».

Per carità, gli amici tedeschi possono dire che anche certi italiani, parlando di loro, sono finiti in questi anni troppo spesso sulla birra, i crauti, il saumagen o peggio ancora, come nel caso delle sciagurate battute del Cavaliere sui «kapò» o di Stefano Stefani sui «biondi stereotipati che invadono le nostre spiagge ubriachi da tronfie certezze».

Ed è probabile che siano legati al dito quel titolone sul «Giornale» che, mettendo insieme le indiscrezioni su una telefonata della Merkel a Napolitano e quelle su una spiritosaggine volgare (vera? falsa?) attribuita a Berlusconi, ha spiegato la caduta del governo del Cavaliere come un complotto berlinese: «E stata la culona».
...
Non è la prima volta, però, che il più venduto settimanale tedesco dà libero sfogo a insopportabili stereotipi sull`Italia. Basti ricordare, negli anni, due copertine. La più recente vedeva Silvio Berlusconi seduto su una specie di trono, la faccia torva, con il titolo: «Der Pate», cioè «il padrino». Quella più lontana metteva insieme ancora la mafia (un richia- mo insultante per la stragrande maggioranza degli italiani) con il più trito dei luoghi comuni, la pasta. Ricordate? Un piatto di spaghetti, con sopra, adagiata, una pistola.
...
«In Germania gli italiani vengono sempre considerati stupidi bulli profittatori e maschilisti, come abbiamo recentemente osservato anche in uno spot per un noto megastore di elettronica», ha riconosciuto sul «Berliner Zeitung», Kordula Doerfler. Rileggiamo un articolo del «Sueddeutsche Zeitung» sull`Oktoberfest: «Urlano a squarciagola, cercano sempre un pretesto per far scoppiare la rissa e non lasciano mai la mancia. E poi si ubriacano fino a non capire più nulla».
...
Perfino Mario Draghi, prima di essere sdoganato da un foto-montaggio in cui si ritrovò un elmetto prussiano che accompagnava il riconoscimento che «il nuovo capo della Bce è tanto tedesco» (sic...) era stato preso di mira con gli stessi, identici, intollerabili preconcetti dalla «Bild». La quale, colta in contropiede dalle dimissioni dalla Bundesbank di Axel Weber sul quale puntava per la presidenza della Banca centrale europea, accanto alla foto dell`allora governatore di Bankitalia nella lista dei possibili candidati scrisse: «Per favore, non questo italiano». Perché no? «Mamma mia, per gli italiani l`inflazione nella vita è come la pummarola sulla pasta!». E meno male che, da Goethe in qua, dicono di amarci...

di Gian Antonio Stella





lunedì 14 gennaio 2013

L'Italia raccontata ai tedeschi

Vi propongo un vecchio articolo pubblicato su Liberal sui tentativi di alcuni italiani famosi di spiegare il nostro paese ai tedeschi. 

Negli ultimi anni ci hanno provato in molti a spiegare l’Italia ai tedeschi. I casi più celebri sono stati quelli di Giuliano Ferrara che in piena bufera per il caso Noemi Letizia e dopo il successo elettorale del Popolo della Libertà alle elezioni europee, dalle pagine del Die Welt, giornale conservatore (ma sempre critico nei confronti del Presidente del Consiglio italiano) cercò di chiarire il successo di Silvio Berlusconi. Ferrara, con la solita abilità e lucidità di analisi, sosteneva che l’Italia è «politicamente e letterariamente dominata dall’imperatore dell’immaginazione e della politica». Berlusconi aveva, infatti, imparato molto bene e molto presto il mestiere della politica, tanto da essere stato, negli ultimi sedici anni, sia leader di governo che di opposizione. Ferrara concludeva citando Nietzsche: «Non resta altro mezzo per rimettere in onore la politica, si devono come prima cosa impiccare i moralisti». L’altro tentativo, di tutt’altro tenore, fu fatto, qualche giorno dopo, da Gian Enrico Rusconi, raffinato intellettuale ed esperto di politica e cultura tedesca. Dalle pagine della Süddeutsche Zeitung (giornale progressista) interpretava il fenomeno Berlusconi come espressione dell’attuale società civile italiana o, forse, del disorientamento della stessa. Berlusconi come simbolo e risposta alla crisi del sistema politico italiano.

Un anno e mezzo dopo è il turno di Roberto Saviano, scrittore molto amato in Germania. In ben dodici puntate Saviano ha iniziato a descrivere l’Italia sulla Die Zeit, l’autorevole settimanale di ispirazione liberal-progressista. Roberto Saviano proverà a rendere comprensibili ai tedeschi una serie di dinamiche politiche, sociali e culturali di un paese, che, nonostante tutto, viene ancora stimato, ma che resta politicamente incomprensibile all’estero. Il direttore della Zeit è tra l’altro un italo-tedesco, popolarissimo in Germania e grande estimatore di Saviano, tanto da affermare in un talkshow televisivo che l’Italia dovrebbe vergognarsi che uno scrittore sia costretto ad andare in giro con una scorta.

Il primo articolo è uscito giovedì scorso e non è più solo Silvio Berlusconi l’oggetto dell’analisi, ma l’intero paese. Perché non è solo la questione dei numerosi scandali sessuali del Presidente del Consiglio, ma è soprattutto la forza seduzione che ha su gran parte degli italiani che si riconoscono nel suo stile di vita e nelle sue contraddizioni e nella sua immoralità. In qualsiasi altro paese dell’Occidente, anche solo una minima parte dei reati di cui è accusato, avrebbero portato alle immediate dimissioni in attesa di un giudizio. In Italia questo non è, mai, avvenuto. Come sottolinea del resto Roberto Saviano, Berlusconi non è, però, stato l’unico. Anche altri esponenti, tra l’altro anche del centro-sinistra, sono stati accusati di condurre uno stile di vita immorale. La differenza, però, sta però nel fatto che – aggiungiamo noi – si sono dimessi. La figura di Berlusconi sembra essere dunque al di sopra di qualsiasi possibilità di condanna morale e penale. Roberto Saviano spiega, poi, che il successo di Silvio Berlusconi è da imputare anche ad una sinistra italiana che negli ultimi quindici anni non è mai riuscita ad interpretare le esigenze dell’elettorato e che non ha mai parlato alla pancia degli italiani, come, al contrario, ha fatto il leader del centro-destra. Berlusconi, inoltre, incarna il prototipo dell’italiano di successo. Un imprenditore miliardario che, nonostante l’età ed i noti problemi di salute, riesce a “godersi”la vita. Berlusconi rappresenta il sogno dell’italiano medio, il sogno di ricchezza e di sesso. Tra l’altro, come ricorda lo scrittore campano, il problema di Berlusconi è che molte delle donne del suo “harem”sono diventate ministre, parlamentari e consiglieri regionali. Ma Roberto Saviano va anche oltre e descrive molto bene il degrado morale di gran parte della popolazione che resta convinta che l’onestà, in un paese come l’Italia, non paghi mai. La strada del successo è quella dell’egoismo, della disonestà e della fedeltà al padrone di turno. Il rispetto del diritto e della legge sono spesso percepiti come qualcosa di negativo. In alcune parti d’Italia, rispettare le leggi ed il diritto è un inutile sacrificio. L’Italia descritta da Saviano non è bella, tutt’altro. E forse ne esce un quadro un po’ troppo fosco, ma ciò che più inquieta è la citazione finale da La pelle di Curzio Malaparte: quando viaggio a Berlino, Parigi, Madrid o Londra, ritrovo sempre Napoli. Per Saviano, da una parte c’è la speranza in un paese migliore, dall’altra la tragedia italiana non è dramma solo italiano, non è una simpatica e ridicola eccezione.

Pubblicato su Liberal, 5 febbraio 2011

martedì 8 gennaio 2013

10 Modi per riciclare una laurea.


1. Albero di Natale durante le feste: Lavoro stagionale ma non privo di soddisfazioni. Laureati e laureate, decorati con palline e nastri e lucette possono essere affittati per tutta la durata delle festività. Questo permetterà di salvaguardare i poveri alberi che ogni anno vengono svenduti per le decorazioni natalizie.

2. Segreteria telefonica. Le persone laureate di bassa statura e magre, grazie alla loro maggiore facilità di trasporto, potranno essere impiegate come segreterie per i telefono cellulari.

3. Operatori culturali di code d’attesa. Il lavoro consiste nell’intrattenere le persone in coda agli sportelli tenendo una conferenza estemporanea su svariati temi pseudo culturali.

4. Integrazione culturale nei telefoni erotici. Necessario per dare una patina culturale ad un settore ingiustamente denigrato. Nuove fasce di utenza potranno essere raggiunte integrando l’erotismo telefonico con svarianti argomenti culturali. Ex. Aaahh, si, dai, ti pregooo, parlami ancora di Sartre!!!

5. Arredo Urbano. Non nel senso di progettarne ma di farne parte.

6. PR culturali. La discoteca mostra come siano importanti i PR. QUidi perché non usarli anche per musei e teatri??

7. Moderazione di discussione da bar. Non servono altre spiegazioni

8. Fast cultura. Sul modello dei Fast Food potranno essere creati dei locali pubblici in cui servire veloci assaggi di cultura, arte e scienza.

9. Sonnifero naturale. Le persone laureate potranno esporre porzioni della loro tesi di laurea a chi soffre di problemi d’insonnia.

10. Auto-assistente sociale. Nei casi speciali, le persone laureate potranno essere assunte come assistenti sociali di se stesse. Conoscendo i loro problemi sarà più facile risolverli.

La lista non si esaurisce qui, ma per chi ha creduto nella 3+2 il governo prevede di riuscire a creare altri 2000 laureati pronti a riempire i posti creati da queste nuove occupazioni.

lunedì 7 gennaio 2013

Una Vittoria di Pirro!!

"Si dice di un successo che reca più danni che vantaggi, effimero, presupposto di una immancabile e definitiva sconfitta."
Quest'espressione si riferisce ad un preciso avvenimento storico. Pirro, re dell'Epiro, riuscì a battere i Romani a Eraclea e ad Ascoli Satriano, nel 280 e 279 a.C., ma ad un prezzo così alto da indurlo ad abbandonare l'impresa.
Molti giornalisti o presunti tali in questi mesi e secondo me anche nei prossimi hanno usato e useranno quest'espressione senza conoscerne a fondo il significato. Tralasciando questa critica velata mi sembra utile postarlo su questo blog ( o presunto tale ) per non dimenticare mai il significato ed evitare di usarla in modo improprio.
Wikipedia riporta: 

Una vittoria di Pirro o vittoria pirrica è una battaglia vinta a un prezzo troppo alto per il vincitore, tanto per cui la stessa scelta di scendere in battaglia, seppur vittoriosi, conduce alla sconfitta finale. L'espressione si riferisce a re Pirro dell'Epiro, che sconfisse i Romani a Eraclea e Ascoli Satriano rispettivamente nel 280 a.C. e nel 279 a.C., ma sostenendo perdite così alte da essere in ultima analisi incolmabili, e condannando il proprio esercito a perdere la guerra pirrica.
Secondo il resoconto dello storico Paolo Orosio (IV.1, 15) la frase (che sarebbe stata pronunciata dopo la battaglia di Eraclea) suonava "Un'altra vittoria come questa e me ne torno in Epiro senza più nemmeno un soldato"[1].
Anche se è di norma associata a una battaglia militare, il termine è per analogia utile negli affari, nella politica, nella giurisprudenza o nello sport per descrivere una lotta dove il vincitore ne esca sostanzialmente male.


Mi raccomando usare con moderazione!!!






mercoledì 2 gennaio 2013

Come eliminare gli effetti devastanti delle feste: alcuni consigli pratici.


Ecco alcuni consigli semplici e pratici per eliminare gli effetti devastanti delle feste passate ma non ancora finite:

Ricordati di idratare il tuo corpo costantemente (ovviamente lo spritz non è idratante!). Quindi cerca di bere di più del solito e magari prendi qualche tisana a colazione e durante la giornata che favorisca la digestione e acceleri il metabolismo. Ricorda la proporzione di liquidi: 1 lit. ogni 25Kg di peso.
Le fibre sono fondamentali per lo smaltimento di tutto il superfluo e per aiutarti ad assorbire i grassi in eccesso. Sono fondamentali inoltre anche per regolarizzare l'intestino e favorire l'espulsione di ciò che non serve al tuo corpo. Se non riesci a mangiare i 25 grammi di fibre che come minimo servono al tuo corpo fatti aiutare da un integratore specifico. Ricorda che le fibre hanno bisogno di tanta acqua, quindi vedi il punto sopra.
Arriva ai pasti importanti senza essere "pazzamente affamato". In questo ti può aiutare bere acqua o tisane prima del pasto e mangiare una barretta proteica bilanciata a metà mattina e a metà pomeriggio. Più arriverai "sazio" e meno ti abbufferai.
Nei giorni successivi i pranzi concentra la tua attenzione sulla tua idratazione privilegiando cibi ricchi di fibre, vitamine e sali minerali, quindi frutta, verdura e riso integrale, zuppe ecc.

 "è fondamentale ricordarci che l'equilibrio è il segreto"

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