sabato 26 gennaio 2013

"Grilli per la testa"


Una forte riluttanza, un senso di rigetto verso la politica e la classe dirigente attanaglia le nuove generazioni.
Dopo alcuni giorni, riprendo la penna in mano per mettere per iscritto tutto ciò che è uscito fuori da una lunga conversazione con un carissimo amico durante una lunga passeggiata la scorsa settimana.
I giovani stanno sviluppando “inside” un senso di non appartenenza a nessun schieramento politico. PD, PDL, ecc…
Nessuno li (ci) rappresenta, nessuno ascolta la loro (nostra) voce.
Non posso che essere d’accordo!!
Quando inizi le scuole superiori, la tua coscienza sviluppa -quasi fosse un sintomo di pubertà inoltrata- "l’angolo della politica". Il tuo cervello, i tuoi neuroni invece di girare a zonzo, si fermano ogni tanto agli sbocchi autostradali e cominciano a farsi la fatidica domanda: Destra o Sinistra?
Quale sarà mai la via giusta???
Sarò comunista o "berlusconiano"? Premettendo che a mio modesto parere B. non incarni i principi della Destra, egli per molti anni ha monopolizzato la politica italiana e dunque il primo che ti viene in mente pensando ad un possibile antagonista del concetto di Sinistra.
Scagli la prima pietra chi non si è mai posto questa domanda.
Ora però continuiamo… Qualsiasi sia la tua scelta, il tuo modo di relazionarti cambia, il tuo modo di parlare, di vestire, le tue opinioni immancabilmente omologate, quasi come iniziassi a recitare un copione già scritto, ma non da te. Non sarà più il tuo. Diventi una medusa incapace di avanzare a causa delle onde o delle reti dei pescatori.
Articoli pensieri secondo i diktat di un tuo novello mentore (accuratamente scelto tra una vasta rosa di possibili candidati).
Alle superiori siamo tutti di sinistra??
Bè piu o meno; il gusto di scioperare e forse il trasgredire, la paura di essere esclusi dalla massa, la paura di diventare emarginati sociali spinge molti studenti a belare.
Ma qualcuno sceglie l’altra strada. Braccio teso avanza cantando motivetti di abissinica memoria, punta il dito verso coloro che usano le droghe leggere, ma di nascosto sono i primi a farne uso.
Se non siete seduti, sedetevi prima di leggere queste ultime frasi.
Il duce è morto e il comunismo è nato nei salotti in quanto filosofia non può essere applicato se non compreso pienamente.
Sconvolti? No, non credo.

lunedì 21 gennaio 2013

Stereotipi tedeschi sugli italiani

Per continuare il mio lavoro sugli stereotipi questa settimana riporto un articolo "riportato" su un blog che seguo ormai da alcuni mesi: potsdamer-platz.blogspot.it



Dopo avervi consigliato l'articolo di Jan Fleischhauer, riporto qui ampi stralci dell'articolo di Gian Antonio Stella, L'Italiano (stereo)tipo secondo Berlino, in cui, proprio in risposta all'articolo dello Spiegel Online, si ripercorre la storia degli stereotipi dei tedeschi sugli italiani. L'articolo è uscito su Il Corriere della Sera del 25 gennaio 2012.




Ci ha risparmiato i vecchi nomignoli di «Spaghettifresser» (sbranaspaghetti), «Bolanderschlugger» (inghiottipolenta) o «Zydrooneschittler» (scrollalimoni). Ma certo era difficile mettere insieme tanti stereotipi offensivi contro noi italiani quanti ne ha concentrati lo Spiegel per sostenere la sua tesi: Schettino è l`«italiano tipo». Scrive proprio così, Jan Fleischauer, uno dei columnist dei settimanale tedesco, usando la tragedia del Concordia come spunto per discettare sulla inaffidabilità del nostro paese in vari campi, a partire dall`economia.
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Unico simbolo della sua idea di «italianità» è Schettino: «Conosciamo tipi del genere dalle vacanze al mare, maschi bravi con grandi gesti, capaci di parlare con le dita e con le mani, in principio gente incapace di fare del male, ma bisognerebbe tenerli lontani da macchinari pesanti e sensibili, come si vede.

Certo, l`editorialista sa di avventurarsi su terreni scivolosi.
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Risultato: «Quel che può succedere quando per motivi politici si ignora la psicologia dei popoli, te lo mostra la crisi della valuta». Ci si può fidare di un popolo di «Schettini»? Insomma, «mettere insieme culture economiche così diverse nella camicia di forza della moneta unica» fu un errore: «per riconoscere che non poteva andare bene non serviva aver studiato economia. Sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso».

Per carità, gli amici tedeschi possono dire che anche certi italiani, parlando di loro, sono finiti in questi anni troppo spesso sulla birra, i crauti, il saumagen o peggio ancora, come nel caso delle sciagurate battute del Cavaliere sui «kapò» o di Stefano Stefani sui «biondi stereotipati che invadono le nostre spiagge ubriachi da tronfie certezze».

Ed è probabile che siano legati al dito quel titolone sul «Giornale» che, mettendo insieme le indiscrezioni su una telefonata della Merkel a Napolitano e quelle su una spiritosaggine volgare (vera? falsa?) attribuita a Berlusconi, ha spiegato la caduta del governo del Cavaliere come un complotto berlinese: «E stata la culona».
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Non è la prima volta, però, che il più venduto settimanale tedesco dà libero sfogo a insopportabili stereotipi sull`Italia. Basti ricordare, negli anni, due copertine. La più recente vedeva Silvio Berlusconi seduto su una specie di trono, la faccia torva, con il titolo: «Der Pate», cioè «il padrino». Quella più lontana metteva insieme ancora la mafia (un richia- mo insultante per la stragrande maggioranza degli italiani) con il più trito dei luoghi comuni, la pasta. Ricordate? Un piatto di spaghetti, con sopra, adagiata, una pistola.
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«In Germania gli italiani vengono sempre considerati stupidi bulli profittatori e maschilisti, come abbiamo recentemente osservato anche in uno spot per un noto megastore di elettronica», ha riconosciuto sul «Berliner Zeitung», Kordula Doerfler. Rileggiamo un articolo del «Sueddeutsche Zeitung» sull`Oktoberfest: «Urlano a squarciagola, cercano sempre un pretesto per far scoppiare la rissa e non lasciano mai la mancia. E poi si ubriacano fino a non capire più nulla».
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Perfino Mario Draghi, prima di essere sdoganato da un foto-montaggio in cui si ritrovò un elmetto prussiano che accompagnava il riconoscimento che «il nuovo capo della Bce è tanto tedesco» (sic...) era stato preso di mira con gli stessi, identici, intollerabili preconcetti dalla «Bild». La quale, colta in contropiede dalle dimissioni dalla Bundesbank di Axel Weber sul quale puntava per la presidenza della Banca centrale europea, accanto alla foto dell`allora governatore di Bankitalia nella lista dei possibili candidati scrisse: «Per favore, non questo italiano». Perché no? «Mamma mia, per gli italiani l`inflazione nella vita è come la pummarola sulla pasta!». E meno male che, da Goethe in qua, dicono di amarci...

di Gian Antonio Stella





lunedì 14 gennaio 2013

L'Italia raccontata ai tedeschi

Vi propongo un vecchio articolo pubblicato su Liberal sui tentativi di alcuni italiani famosi di spiegare il nostro paese ai tedeschi. 

Negli ultimi anni ci hanno provato in molti a spiegare l’Italia ai tedeschi. I casi più celebri sono stati quelli di Giuliano Ferrara che in piena bufera per il caso Noemi Letizia e dopo il successo elettorale del Popolo della Libertà alle elezioni europee, dalle pagine del Die Welt, giornale conservatore (ma sempre critico nei confronti del Presidente del Consiglio italiano) cercò di chiarire il successo di Silvio Berlusconi. Ferrara, con la solita abilità e lucidità di analisi, sosteneva che l’Italia è «politicamente e letterariamente dominata dall’imperatore dell’immaginazione e della politica». Berlusconi aveva, infatti, imparato molto bene e molto presto il mestiere della politica, tanto da essere stato, negli ultimi sedici anni, sia leader di governo che di opposizione. Ferrara concludeva citando Nietzsche: «Non resta altro mezzo per rimettere in onore la politica, si devono come prima cosa impiccare i moralisti». L’altro tentativo, di tutt’altro tenore, fu fatto, qualche giorno dopo, da Gian Enrico Rusconi, raffinato intellettuale ed esperto di politica e cultura tedesca. Dalle pagine della Süddeutsche Zeitung (giornale progressista) interpretava il fenomeno Berlusconi come espressione dell’attuale società civile italiana o, forse, del disorientamento della stessa. Berlusconi come simbolo e risposta alla crisi del sistema politico italiano.

Un anno e mezzo dopo è il turno di Roberto Saviano, scrittore molto amato in Germania. In ben dodici puntate Saviano ha iniziato a descrivere l’Italia sulla Die Zeit, l’autorevole settimanale di ispirazione liberal-progressista. Roberto Saviano proverà a rendere comprensibili ai tedeschi una serie di dinamiche politiche, sociali e culturali di un paese, che, nonostante tutto, viene ancora stimato, ma che resta politicamente incomprensibile all’estero. Il direttore della Zeit è tra l’altro un italo-tedesco, popolarissimo in Germania e grande estimatore di Saviano, tanto da affermare in un talkshow televisivo che l’Italia dovrebbe vergognarsi che uno scrittore sia costretto ad andare in giro con una scorta.

Il primo articolo è uscito giovedì scorso e non è più solo Silvio Berlusconi l’oggetto dell’analisi, ma l’intero paese. Perché non è solo la questione dei numerosi scandali sessuali del Presidente del Consiglio, ma è soprattutto la forza seduzione che ha su gran parte degli italiani che si riconoscono nel suo stile di vita e nelle sue contraddizioni e nella sua immoralità. In qualsiasi altro paese dell’Occidente, anche solo una minima parte dei reati di cui è accusato, avrebbero portato alle immediate dimissioni in attesa di un giudizio. In Italia questo non è, mai, avvenuto. Come sottolinea del resto Roberto Saviano, Berlusconi non è, però, stato l’unico. Anche altri esponenti, tra l’altro anche del centro-sinistra, sono stati accusati di condurre uno stile di vita immorale. La differenza, però, sta però nel fatto che – aggiungiamo noi – si sono dimessi. La figura di Berlusconi sembra essere dunque al di sopra di qualsiasi possibilità di condanna morale e penale. Roberto Saviano spiega, poi, che il successo di Silvio Berlusconi è da imputare anche ad una sinistra italiana che negli ultimi quindici anni non è mai riuscita ad interpretare le esigenze dell’elettorato e che non ha mai parlato alla pancia degli italiani, come, al contrario, ha fatto il leader del centro-destra. Berlusconi, inoltre, incarna il prototipo dell’italiano di successo. Un imprenditore miliardario che, nonostante l’età ed i noti problemi di salute, riesce a “godersi”la vita. Berlusconi rappresenta il sogno dell’italiano medio, il sogno di ricchezza e di sesso. Tra l’altro, come ricorda lo scrittore campano, il problema di Berlusconi è che molte delle donne del suo “harem”sono diventate ministre, parlamentari e consiglieri regionali. Ma Roberto Saviano va anche oltre e descrive molto bene il degrado morale di gran parte della popolazione che resta convinta che l’onestà, in un paese come l’Italia, non paghi mai. La strada del successo è quella dell’egoismo, della disonestà e della fedeltà al padrone di turno. Il rispetto del diritto e della legge sono spesso percepiti come qualcosa di negativo. In alcune parti d’Italia, rispettare le leggi ed il diritto è un inutile sacrificio. L’Italia descritta da Saviano non è bella, tutt’altro. E forse ne esce un quadro un po’ troppo fosco, ma ciò che più inquieta è la citazione finale da La pelle di Curzio Malaparte: quando viaggio a Berlino, Parigi, Madrid o Londra, ritrovo sempre Napoli. Per Saviano, da una parte c’è la speranza in un paese migliore, dall’altra la tragedia italiana non è dramma solo italiano, non è una simpatica e ridicola eccezione.

Pubblicato su Liberal, 5 febbraio 2011

martedì 8 gennaio 2013

10 Modi per riciclare una laurea.


1. Albero di Natale durante le feste: Lavoro stagionale ma non privo di soddisfazioni. Laureati e laureate, decorati con palline e nastri e lucette possono essere affittati per tutta la durata delle festività. Questo permetterà di salvaguardare i poveri alberi che ogni anno vengono svenduti per le decorazioni natalizie.

2. Segreteria telefonica. Le persone laureate di bassa statura e magre, grazie alla loro maggiore facilità di trasporto, potranno essere impiegate come segreterie per i telefono cellulari.

3. Operatori culturali di code d’attesa. Il lavoro consiste nell’intrattenere le persone in coda agli sportelli tenendo una conferenza estemporanea su svariati temi pseudo culturali.

4. Integrazione culturale nei telefoni erotici. Necessario per dare una patina culturale ad un settore ingiustamente denigrato. Nuove fasce di utenza potranno essere raggiunte integrando l’erotismo telefonico con svarianti argomenti culturali. Ex. Aaahh, si, dai, ti pregooo, parlami ancora di Sartre!!!

5. Arredo Urbano. Non nel senso di progettarne ma di farne parte.

6. PR culturali. La discoteca mostra come siano importanti i PR. QUidi perché non usarli anche per musei e teatri??

7. Moderazione di discussione da bar. Non servono altre spiegazioni

8. Fast cultura. Sul modello dei Fast Food potranno essere creati dei locali pubblici in cui servire veloci assaggi di cultura, arte e scienza.

9. Sonnifero naturale. Le persone laureate potranno esporre porzioni della loro tesi di laurea a chi soffre di problemi d’insonnia.

10. Auto-assistente sociale. Nei casi speciali, le persone laureate potranno essere assunte come assistenti sociali di se stesse. Conoscendo i loro problemi sarà più facile risolverli.

La lista non si esaurisce qui, ma per chi ha creduto nella 3+2 il governo prevede di riuscire a creare altri 2000 laureati pronti a riempire i posti creati da queste nuove occupazioni.

lunedì 7 gennaio 2013

Una Vittoria di Pirro!!

"Si dice di un successo che reca più danni che vantaggi, effimero, presupposto di una immancabile e definitiva sconfitta."
Quest'espressione si riferisce ad un preciso avvenimento storico. Pirro, re dell'Epiro, riuscì a battere i Romani a Eraclea e ad Ascoli Satriano, nel 280 e 279 a.C., ma ad un prezzo così alto da indurlo ad abbandonare l'impresa.
Molti giornalisti o presunti tali in questi mesi e secondo me anche nei prossimi hanno usato e useranno quest'espressione senza conoscerne a fondo il significato. Tralasciando questa critica velata mi sembra utile postarlo su questo blog ( o presunto tale ) per non dimenticare mai il significato ed evitare di usarla in modo improprio.
Wikipedia riporta: 

Una vittoria di Pirro o vittoria pirrica è una battaglia vinta a un prezzo troppo alto per il vincitore, tanto per cui la stessa scelta di scendere in battaglia, seppur vittoriosi, conduce alla sconfitta finale. L'espressione si riferisce a re Pirro dell'Epiro, che sconfisse i Romani a Eraclea e Ascoli Satriano rispettivamente nel 280 a.C. e nel 279 a.C., ma sostenendo perdite così alte da essere in ultima analisi incolmabili, e condannando il proprio esercito a perdere la guerra pirrica.
Secondo il resoconto dello storico Paolo Orosio (IV.1, 15) la frase (che sarebbe stata pronunciata dopo la battaglia di Eraclea) suonava "Un'altra vittoria come questa e me ne torno in Epiro senza più nemmeno un soldato"[1].
Anche se è di norma associata a una battaglia militare, il termine è per analogia utile negli affari, nella politica, nella giurisprudenza o nello sport per descrivere una lotta dove il vincitore ne esca sostanzialmente male.


Mi raccomando usare con moderazione!!!






mercoledì 2 gennaio 2013

Come eliminare gli effetti devastanti delle feste: alcuni consigli pratici.


Ecco alcuni consigli semplici e pratici per eliminare gli effetti devastanti delle feste passate ma non ancora finite:

Ricordati di idratare il tuo corpo costantemente (ovviamente lo spritz non è idratante!). Quindi cerca di bere di più del solito e magari prendi qualche tisana a colazione e durante la giornata che favorisca la digestione e acceleri il metabolismo. Ricorda la proporzione di liquidi: 1 lit. ogni 25Kg di peso.
Le fibre sono fondamentali per lo smaltimento di tutto il superfluo e per aiutarti ad assorbire i grassi in eccesso. Sono fondamentali inoltre anche per regolarizzare l'intestino e favorire l'espulsione di ciò che non serve al tuo corpo. Se non riesci a mangiare i 25 grammi di fibre che come minimo servono al tuo corpo fatti aiutare da un integratore specifico. Ricorda che le fibre hanno bisogno di tanta acqua, quindi vedi il punto sopra.
Arriva ai pasti importanti senza essere "pazzamente affamato". In questo ti può aiutare bere acqua o tisane prima del pasto e mangiare una barretta proteica bilanciata a metà mattina e a metà pomeriggio. Più arriverai "sazio" e meno ti abbufferai.
Nei giorni successivi i pranzi concentra la tua attenzione sulla tua idratazione privilegiando cibi ricchi di fibre, vitamine e sali minerali, quindi frutta, verdura e riso integrale, zuppe ecc.

 "è fondamentale ricordarci che l'equilibrio è il segreto"

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